L’estate sta finendo e speriamo si inizi ad occuparci di cose serie.

Fino ad oggi abbiamo assistito alle solite notizie, alla solita attività di disinformazione.

Il 2024 è stato un anno elettorale: regionali, amministrative, europee e si sa che le campagne elettorali portano con sé tante promesse.

La vicenda ligure con gli arresti domiciliari di Toti che hanno portato alle dimissioni dello stesso,

le campagne sui cambiamenti climatici, l’attentato a Trump e la campagna elettorale per le presidenziali americane, il conflitto Israelo-palestinese, la guerra russo-ucraina.

Nel mentre milioni di italiani sono preoccupati su come passare le vacanze, altri milioni di italiani non sanno come pagare le cartelle esattoriali o i debiti che hanno maturato e faticano a mettere insieme il pranzo con la cena.

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Perché questo è uno dei grandi problemi del paese: la povertà che avanza.

Un esercito di poveri, molti di più, nella realtà, di quello che rappresentano i dati statistici.

Mancanza di case a prezzi calmierati, stipendi da fame, i più bassi d’Europa,

Migranti sfruttati e trattati peggio degli animali, bollette che aumentano, ma soprattutto piccole aziende che chiudono, più di 1000 miliardi di cartelle esattoriali che stanno stringendo un cappio al collo a oltre 15 milioni di persone.

E il cappio non lo sta stringendo la mafia, ma lo stato e il sistema creditizio che sta facendo lauti profitti.

L’efficienza della pubblica amministrazione la conosciamo bene tutti: chi non ha provato a chiamare decine di volte un ufficio pubblico senza ottenere risposta? Chi non ha provato i tempi biblici delle pratiche? Chi non ha provato a scontrarsi contro un muro di gomma per ottenere un proprio diritto?

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