Nel momento in cui si affronta il tema nella necessità di una vera riforma fiscale che permetta dei provvedimenti che consentano di chiudere con il passato per permettere una reale ripresa del paese, molti soprattutto a sinistra, mettono le mani avanti avanzando la preoccupazione di una qualche forma di condono come se la maggioranza dei cittadini fosse composta da “furbi” che approfittano dello Stato ed evadono le tasse.  

Ci sono, invece, ragionevoli certezze nel ritenere che nel rapporto tra Stato e contribuente, il soggetto maggiormente penalizzato dai “danni” provocati dalla condotta disonorevole dell’altro non sia lo Stato ma il cittadino.

Abbiamo già visto su queste colonne quale sia la situazione dei servizi sanitari pubblici a disposizione del cittadino che non possa ricorrere alla sanità privata: chiusura dei servizi territoriali, lista d’attesa infinite, code ai Pronto Soccorso, mancanza dei medici di base.

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Con meno sprechi, forse, avremmo anche meno evasione.

Analizziamo ora l’evasione: secondo il Ministero dell’Economia e delle Finanze, la dimensione economica dell’evasione in capo agli italiani assommerebbe a 83,6 miliardi di euro. Risorse che, a causa dell’infedeltà fiscale di taluni, vengono sottratte allo Stato e quindi alla collettività, danneggiando in particolare, le fasce sociali più deboli del Paese.


Un importo, tuttavia, pari alla metà di quello che i cittadini e le imprese sarebbero chiamati a “sostenere” a seguito degli sprechi, degli sperperi e delle inefficienze presenti nella Pubblica Amministrazione che, secondo la CGIA, ammonterebbe ad almeno 180 miliardi di euro l’anno.

In uno Stato di diritto, le leggi devono essere rispettate da tutti: sia dai soggetti pubblici che da quelli privati. Accade, invece, che il numero di infrazioni europee in capo al nostro Paese dimostri come le nostre istituzioni pubbliche presentino un livello di violazione dell’ordinamento europeo tra i più elevati nell’UE. Ricordiamo che tra le procedure ancora aperte nei confronti dell’Italia figurano, a titolo esemplificativo, quelle riferite al mancato rispetto dei diritti civili, alla violazione delle norme sulla concentrazione di polveri sottili presenti nell’aria, alla presenza dell’arsenico nell’acqua potabile, al perdurare degli sforamenti dei tempi di pagamento da parte della nostra pubblica amministrazione nei confronti delle imprese fornitrici.


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