Un Movimento Civico per difendere il diritto alla vita

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UN MOVIMENTO CIVICO PER DIFENDERE IL DIRITTO ALLA VITA
L’emergenza sanitaria sta per finire, ora inizia la vera emergenza: quella economica. Ora dobbiamo pensare a difendere il nostro DIRITTO ALLA VITA: non dal Covid-19 ma dalla fame. La maggior parte di chi aveva qualche risparmio lo sta esaurendo. E poi?
La potenza di fuoco promessa dal nostro governo ancora non si è vista. La promessa sospensione dei mutui si è spesso trasformata in accordi con la propria banca per una sospensione di un anno della sola quota capitale e non degli interessi, le bollette luce e gas sono state sospese solo per gli 8 comuni della prima zona rossa, tutti gli altri utenti che non hanno potuto pagare stanno ricevendo le raccomandate di sollecito da parte dei gestori dell’energia. La cassa integrazione non è ancora arrivata, il bonus di 600 euro è stato erogato solo a pochissime partita IVA e siamo già a fine aprile: doveva servire per garantire la sussistenza!!
In quanto alla promessa liquidità alle aziende alcune banche hanno già esaurito il plafond, altre stanno esaminando, tutte chiedono bilanci e firme di garanzia.
Questo è il reale aiuto da parte dello Stato! Basterebbe confrontarci con quello che stanno facendo gli altri paesi per capire da chi siamo governati e quale potrebbe essere il nostro futuro.

Il Virus euro: incurabile; anzi no “curabile”

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La vicenda (tristissima e gravissima) del Covid-19 ha reso nudo il re.
Anzi, I RE. Euro, BCE, Europa, i tre re sono nudi. Mai, come oggi, si è compreso che altrettanto mai è esistita l’Europa dei popoli, mentre è esistito soltanto un ristretto elitario comitato d’affari con due plenipotenziari (Germania e Francia) e molti sudditi.
La tematica sanitaria è affidata alla scienza (il “paesello” Italia, che tanto paesello non è perché florido di eccellenze, purtroppo tutte concentrate nella società civile, e troppo poche nella classe dirigente politica, attualmente assente in quella governativa); e i nostrani scienziati, medici, paramedici e volontari di ogni sorta (di assoluta eccellenza), cittadini compresi, mostrano una straordinaria capacità di reazione…

Per un giubileo del debito

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Il GIUBILEO DEL DEBITO. Una proposta per uscire dalla crisi e una proposta immediata per non soccombere a causa della crisi: un servizio di tutela legale promosso dall’associazione Comunità Etica, in collaborazione con la quale stiamo attivando dei “punti di ascolto” in tutto il paese per offrire supporto concreto a tutti coloro che sono stanti di aspettare e non vogliono “suicidarsi”!
La situazione è ogni giorno più drammatica, il problema non è più solo liberarci del virus ma anche non morire di fame. Ora siamo chiusi in casa, in qualche modo abbiamo sospeso i pagamenti, ma il problema quando si comincerà a ritornare alla normalità, sarà gravissimo.
Molte aziende non riapriranno, altre alla riapertura saranno nelle condizioni da dover portare i libri in tribunale, ma soprattutto ci troveremo a ricominciare l’attività all’interno di una crisi devastante, pagando il nuovo e anche il vecchio…

Platone e il mito della caverna

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Il racconto del “mito della caverna” contenuto nell’opera filosofica “La Repubblica” sembra la fotografia della situazione attuale.
Platone descrive una caverna profonda, stretta e in pendenza, simile ad un vicolo cieco. Sul fondo ci sono gli uomini, che sono nati e hanno sempre vissuto lì; sono seduti ed incatenati, rivolti verso la parete della caverna: non possono liberarsi, nè uscire, né vedere quel che succede all’esterno. Fuori della caverna vi è un mondo normalissimo: piante, alberi, laghi, il sole, le stelle. Però, prima di tutto questo, proprio all’entrata della caverna, c’è un muro dietro il quale ci sono persone che portano oggetti sulla testa. Da dietro il muro spuntano solo gli oggetti che trasportano e non le persone: è un po’ come il teatro dei burattini. Poi c’è un gran fuoco, che fornisce un’illuminazione differente rispetto a quella del sole…

Il denaro è come il sangue

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Quando facevo il chierichetto il buon Don Lino Masat aveva istituito un libriccino nel quale segnava presenze e assenze alle funzioni religiose. Dieci lire ogni presenza, cento lire di penale ogni assenza. Il totale era sempre in rosso: per fortuna non aveva inventato l’obbligo di restituzione quando il conto era in passivo. Grande spirito commerciale don Lino, era una delle quattro figure importanti negli anni 60: il prete, il medico, il sindaco, il maestro. Ma anche abile manipolatore, capace durante la confessione, sacramento cui era d’obbligo frequentare ogni settimana, di farti sentire in colpa anche per quello che non avevi fatto. Una partita dare ed una avere che quasi sempre volgeva a suo favore, un po’ quello che accade con le banche oggi…