Platone e il mito della caverna

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Il racconto del “mito della caverna” contenuto nell’opera filosofica “La Repubblica” sembra la fotografia della situazione attuale.
Platone descrive una caverna profonda, stretta e in pendenza, simile ad un vicolo cieco. Sul fondo ci sono gli uomini, che sono nati e hanno sempre vissuto lì; sono seduti ed incatenati, rivolti verso la parete della caverna: non possono liberarsi, nè uscire, né vedere quel che succede all’esterno. Fuori della caverna vi è un mondo normalissimo: piante, alberi, laghi, il sole, le stelle. Però, prima di tutto questo, proprio all’entrata della caverna, c’è un muro dietro il quale ci sono persone che portano oggetti sulla testa. Da dietro il muro spuntano solo gli oggetti che trasportano e non le persone: è un po’ come il teatro dei burattini. Poi c’è un gran fuoco, che fornisce un’illuminazione differente rispetto a quella del sole…